Rischio incendio alto

Ogni azienda è contraddistinta da diversi livelli di rischio incendio in base alla tipologia delle attività svolte, ai materiali adoperati, al numero di lavoratori presenti e alle caratteristiche del luogo di lavoro.
Fra i settori caratterizzati da un alto rischio d’incendio compaiono quello alimentare, industriale, tessile, manifatturiero, sanitario, chimico, del legno, dei servizi residenziali, delle costruzioni, delle raffinerie, dell’energia e dei rifiuti.

Le imprese con un rischio incendio elevato, così come classificate dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, sono: le industrie e i depositi di sostanze pericolose (artt. 4 e 6 del DPR 175/88 e s.m.i.), le fabbriche e i depositi di esplosivi, i laboratori nucleari, le centrali termoelettriche, gli impianti estrattivi di oli e gas, i depositi di materiali combustibili al coperto con superficie sopra i 20.000 mq, le attività commerciali con aree espositive aperte al pubblico superiori a 10.000 mq, gli scali aeroportuali e le infrastrutture ferroviarie e metropolitane.
In questa categoria rientrano, inoltre, le strutture ricettive aventi più di 200 posti letto, le aziende sanitarie (ospedali, case di cura e ricoveri per anziani), gli istituti scolastici con oltre 1000 occupanti, gli uffici ospitanti più di 1000 dipendenti e i cantieri temporanei o mobili sotterranei volti alla realizzazione, al monitoraggio e alla sistemazione di tunnel, pozzi e opere analoghe che abbiano una lunghezza superiore a 50 metri o in cui si utilizzino esplosivi.
In questo tipo di aziende, gli addetti antincendio devono frequentare un apposito corso di formazione antincendio.

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